lunedì 3 novembre 2008

Eulogy

Il non permettere che qualcuno si guasti,
anche se stessi,
il riempire di gioia tutti, anche se stessi
questo è bene.
Bertold Brecht

Sorvoliamo il fatto che non scriva da mesi.
Sorvoliamo il fatto che siano successe tante cose.
(Non necessariamente belle, non necessariamente brutte)

A volte le difese si abbassano e quello che ti sta attorno ti travolge. A volte ci si rende conto a processo iniziato e non si ha il tempo di intervenire. Spesso per raccogliere i pezzi e ricomporre un mosaico che abbia senso ci vuole tempo. Allora bisogna essere pazienti.

Quindi? Sto cercando di capire...
Nel frattempo l'umore si allinea con la meteorologia (o forse viceversa?) e la soglia delle cose che mi danno fastidio si abbassa.
Non sopporto la finzione, le persone che non ti ascoltano, la stupidità di certi film horror.
Non sopporto deludere le persone, essere deluso, lamentarmi.
Non sopporto il mio grado minimo di organizzazione, protestare senza cognizione di causa.
Non sopporto i pregiudizi, escludere le persone, l'incomprensione.
Non sopporto... la lista potrebbe continuare... ma sto cercando di cambiare prospettiva e di darmi uno scossone... si cammina, si cade, ci si fa male, ci si rialza.

Bisogna recuperare le energie e ho intenzione di farlo con i miei amici e con le cose che amo di più.

Perdersi in un bel film per un paio d'ore è quasi un bicchiere di assenzio... in questi giorni ci sono stati The Strangers di Bryan Bertino e Halloween (lo so, un po' scontato visto il periodo) di Rob Zombie (naturalmente l'originale di Carpenter l'ho già visto)


Un problema di questi due film è stato il sapore del già visto che ti lasciano quando finiscono... The Strangers per il tema ripreso molte volte nel cinema horror (e non solo) dell'assalto in un luogo domestico da parte di sconosciuti (tra l'altro, per fare un po' di sociologia da due soldi, l'invasione da parte di forze aliene è un'ossessione della cultura statunitense...); Halloween perché è un remake e si basa su una logica da slasher-movie (cioè killer che uccide una serie di vittime). Sto facendo delle semplificazioni, è chiaro. Anche perché entrambi i film mi hanno colpito più per le loro qualità cinematografiche che per la loro storia. Spero che Bertino (che, detto così, sembra un nome uscito da un libro di Moccia) si confermi nei suoi prossimi lavori. Zombie, invece, è apprezzabile per il suo tentativo di rendere suo il film anche se un certo desiderio di dare spiegazioni ha un po' fatto perdere quell'elemento di fascino basato sul non-visto, il non-detto che permeava il film di Carpenter.






Mi sono abbastanza sfogato? Non so... è comunque un inizio!

Nessun commento: